Inviato da : )Eterea( - Lunedì, 08 Agosto 2005 - 23:52
L’avvento del Cristianesimo segnò la fine della tolleranza verso la magia.
La magia condannata era inizialmente la negromanzia, cioè la divinazione attraverso lo studio delle viscere dei cadaveri...
Si dice che Costantino V, durante il suo impero, si dilettò in questa arte, considerata da lui la tecnica migliore per conoscere il futuro. Pertanto, quando Costantino decideva di compiere uno dei suoi rituali tutti gli chiedevano chi sarebbe stata la vittima.
Fu da questo momento che si iniziò a temere la magia, differenziando quella nera dalla magia bianca (la magia non ha colore, non esiste la magia buona e quella cattiva, la magia è magia.)
L’affermarsi del Cristianesimo come religione ufficiale che non ammetteva le pratiche magiche, diede inizio ad un opera di cristianizzazione che partì dalle pianure e che raramente raggiunse le montagne per la maggiore difficoltà.
Più il Cristianesimo avanzava più la tolleranza verso la magia diminuiva, fino al 1484, quando la bolla papale di Innocenzo VIII diede inizio alla crociata indetta contro le streghe ritenute eretiche perché esse riconoscevano come loro dio Satana, rinnegando Dio Padre e la Trinità.
Ciò costituiva reato di lesa maestà e addirittura di lesa maestà divina.
Questo atteggiamento duro e repressivo del papa era stato motivato dal persistere, in certe zone della Germania, di “rituali magici volti a procurare ogni sorta di male alle persone, ai raccolti e al bestiame”.
In tale bolla veniva dato ampio potere ai domenicani per estirpare quella nuova forme di eresia chiamata stregoneria
Organo principale di tale crociata contro la stregoneria fu il Tribunale dell’Inquisizione, istituito dalla Chiesa cattolica nel 1231 si era occupato fino ad allora solo degli eretici, come gli albigesi, i catari e i valdesi.
L’Inquisizione mantenne la sua logica repressiva anche nei secoli successivi nelle persecuzioni contro ebrei, moriscos, streghe, dissidenti e liberi pensatori.
La vera e uniformante motivazione di fondo che ha accompagnato questa istituzione era il rifiuto della differenza, o in altre parole, della coscienza libera e individuale.
Non poteva essere altrimenti in secoli in cui la religiosità non era esclusiva della spiritualità dell’individuo, ma sociale e quindi apparteneva alla collettività.
La fede e le modalità con cui il singolo interpretava la propria religiosità, nella logica medievale aveva una rilevanza pubblica: per colpe del singole poteva venire macchiata l’intera comunità.
La diversità nella fede, nelle opinioni, nei costumi e nella morale, veniva vista come un potenziale pericolo in grado di dissolvere la struttura sociale.
Solo così si può interpretare il sorgere dell’Inquisizione e la portata, oltre alla durata, della sua azione.
Per l’Inquisizione ciò che veramente contava, al di là dei mezzi di cui disponeva, era dimostrare che ci fosse e che fosse ben visibile il potere della Chiesa, ponendo gli individui in uno stato di piena sottomissione alla sua autorità morale e religiosa.
La presenza del tribunale contava più della sua effettiva capacità operativa.
Nella logica inquisitoriale era fondamentale dimostrare che chiunque poteva correre il rischio di venire posto a processo.
Per fare questo erano sufficienti poche esecuzioni pubbliche e letture di sentenze dotate di una scenografia ben studiata e impressionante.
Secondo questa prospettiva l’Inquisizione aveva bisogno di eretici perché era la loro persecuzione a consentire un controllo pressoché totale delle coscienze: spesso se non li trovava li creava.
Istituito nel 1231 dalla chiesa cattolica solo per scovare e punire gli eretici, si trasformò, dal 1484 in poi in strumento di repressione verso coloro che praticavano la magia.
Il Canone episcopale raggruppava le istruzioni ai vescovi sull’atteggiamento da tenere nei confronti della Signora del Buon Gioco.
Secondo tale credenza, alcune donne, al seguito di questa Signora del Buon Gioco, si recavano di notte, volando in cielo presso le case per vedere se erano tenute in ordine.
Nel caso in cui la Signora del Buon Gioco ne avesse trovata una sporca e in disordine, non l’avrebbe benedetta e la casa, e con essa i suoi abitanti, sarebbe stata da allora preda del male e della disgrazia.
Per accattivarsi la Signora vi era l’usanza di lasciare apparecchiata la tavola nell’eventualità che la buona donna e il suo seguito si volesse ristorare.
La Signora del Buon Gioco, che in seguito si trasformerà nel diavolo del Sabbath, era una continuazione, un’immagine riadattata ai tempi, della Grande Madre, la divinità preistorica che tutelava la fertilità e di Diana-Artemide, raffigurazione della Luna nella sua fase crescente.
Col tempo la Signora del Buon Gioco venne demonizzata, passando prima ad uno stadio in cui essa divenne solo una figura di secondo piano del Sabbath accanto al diavolo, e, in seguito, attraverso diversi passaggi, scomparve del tutto (circa nel 1400 d. C.), soppiantata definitivamente dal “demone cornuto”.
Tra il 1100 e il 1400 si credeva che le donne che seguissero la Signora del Buon Gioco rubassero gli animali e li sacrificassero, per poi riportarli in vita tramite determinate operazioni magiche che consistevano nel riempirli di paglia.
Gli animali riportati in vita venivano poi offerti alla Signora che assegnava loro un determinato periodo di esistenza.
Infine le vittime furono umane: esse venivano uccise e divorate dai partecipanti al Sabbath dominato, non più dalla Signora del Buon Gioco, ma da Satana!
Intanto però delle streghe, come si è detto, dal 1484 si occupò l’Inquisizione che, da detta data, sembra abbia condannato al rogo 300.000 vittime!
Questa cifra così elevata dimostra quanto fosse grande l’odio verso gli stregoni e, soprattutto, le streghe.
Infatti il numero delle donne accusate di stregoneria e mandate al rogo superava di gran lunga quello degli uomini.
La spiegazione cui molti hanno dato credito è la naturale misoginia dell’uomo verso la donna e ancor più della Chiesa patriarcale nei confronti di essa, considerata peccatrice di natura e pericolosa per gli uomini perché con la sua bellezza (simbolo del diavolo) e malizia, spingeva gli uomini a compiere peccati.
Anche solo per questo motivo era da condannare!
Il manuale usato dagli inquisitori per istituire i processi fu il “Malleus Malleficarum”, tradotto oggi in italiano con il nome “Il Martello delle Streghe”, pubblicato la prima volta nel 1486 e scritto da due frati domenicani Jakob Sprenger e Heinrich Kramer.
La fobia delle streghe invase pian piano tutta l’Europa e l’Inquisizione operò ovunque con zelo incredibile.
Nel 1563 poi, in Inghilterra, sotto il regno di Elisabetta, si introdusse l’Atto sulla stregoneria.
Da allora a coloro che usavano la magia per ordire morte o distruzione fu applicata la pena di morte.
Molte donne, soprattutto vecchie, furono giustiziate in base a prove irrisorie.
Giacomo I peggiorò la situazione quando, nel 1604, sostituì l’atto di Elisabetta con un decreto che applicava la pena di morte con criteri ancora più ampi di quanto avvenisse prima.
Egli si occupò personalmente del problema della stregoneria e scrisse un trattato sul demonio intitolato “Demonologia”.
Solo più tardi si accorse che molte persone subivano processi troppo sommari e frettolosi e perciò richiese che le inchieste fossero più meticolose e così pure quelle prima della condanna a morte.
In base all’Atto di Giacomo I si formò una classe di uomini specializzati nella caccia alle streghe.
Essi operarono seminando terrore ovunque, tanto che la popolazione viveva continuamente in uno stato di ansia, di tensione e di grande paura.
L’ultimo processo per stregoneria si ebbe nel 1717 a Leicester e fu istituito contro una vecchia e suo figlio, accusati di provocare morte e malattie attraverso le fatture.
Il processo però fu stranamente annullato per mancanza di prove certe.
Nel 1736 poi l’Atto di Giacomo I fu annullato e sostituito da una pena per chi praticava la stregoneria di un anno di carcere!
La scintilla del buon senso che apparve per prima in Inghilterra ben presto si allargò in tutta Europa.
In Germania l’ultimo caso si ebbe nel 1775, mentre in Francia, Italia e Spagna diminuirono gradatamente.
Bibliografia: "Il ricettario delle streghe" E.Malizia
"Medioevo ereticale" A.Moneti
Eterea