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Inviato da : Saileach - Venerdì, 06 Marzo 2009 - 20:43

È improprio definire i caratteri runici "alfabeto" (termine che deriva appunto da alfa e beta, le prime due lettere greche). 
Secondo lo stesso principio usato per coniare questo termine quindi, per convenzione si adottano i primi sei caratteri runici che, uniti, formano la parola futhark...

Futhark e Scrittura Runica

Prima di modificarsi durante il periodo anglosassone, il futhark definito antico, prevedeva 24 caratteri divisi in 3 serie da 8,

La direzione della scrittura runica è singolare come noi scriviamo da sinistra verso destra, i germani scrivevano in bustrofedico ossia letteralmente come il bue che ara i campi, cioè a serpente, da destra a sinistra, poi da sinistra a destra e così via. 

La scrittura rimane comunque difficile da decifrare anche perché saltuariamente la direzione poteva essere dall'alto verso il basso e viceversa, oppure alcuni caratteri venivano uniti, perché presentavano tratti comuni (come una linea verticale, ad esempio) o ancora, alcune frasi venivano criptate e usate per scrivere messaggi in codice, molti dei quali risultano essere tutt'oggi incomprensibili.
Ogni carattere rappresenta un fonema, un significato astratto e uno concreto, ed è per questo che le rune venivano adoperate in contesti magici, votivi, rituali, ma, almeno inizialmente, non certo per usi pratici (non c'era ad esempio la necessità di mettere per iscritto leggi, canzoni..)

Le prime incisioni runiche
Una delle più grandi testimonianze sui Germani ci viene da Tacito. Nel X capitolo della "Germania", egli ci dice:  

"Rispettano gli auspici e le profezie più di qualsiasi altro popolo: la prassi per le profezie è semplice. Tagliano un rametto di un albero da frutto in piccoli pezzi, li contrassegnano e li gettano a caso su una veste bianca. Quindi il sacerdote della tribù, se il consulto è pubblico, o il capofamiglia stesso, se è privato, invocati gli dei con lo sguardo rivolto al cielo, ne raccoglie tre pezzi, uno alla volta, e li interpreta in base al segno impresso."


A confermare che le prime incisioni runiche furono fatte nel legno, abbiamo diversi fatti: è significativo, ad esempio, che non ci siano, nel futhark, caratteri presentanti linee orizzontali, né tantomeno curve, perché probabilmente, chi le creò ritenne più semplice e conveniente seguire le fibre verticali del legno.
Troviamo conferma di questo anche nella linguistica: se analizziamo le parole buch o book che significano "libro" rispettivamente in tedesco e inglese moderno, scopriamo che il bhagos (origine indoeuropea della parola), era il "faggio" che evidentemente era uno dei legni più usati per le incisioni.
Il verbo to read (leggere) deriva dalla stessa radice di  riddle (indovinello) e dunque dal campo semantico della interpretazione.
Il verbo lesen (ted: leggere) deriva dal verbo raccogliere, che indica l'attività di raccogliere i legnetti per interpretarli; e infine il verbo scrivere, to write, significava originariamente incidere.
Il termine "runa" aveva come significato primo "mistero-segreto", e lo ritroviamo nel tedesco moderno raunen (sussurrare).

Testimonianze
Tra le testimonianze sulla scrittura runica possiamo citare un componimento chiamato "Storia della Valchiria Sigrdriva", ritrovabile nel "Canzoniere Eddico" che narra di una Valchiria (Sigrdriva, appunto) che cercò di sfidare Odino, il quale la punì per la sua insolenza facendola La bella addormentata nel boscocadere in un sonno senza risveglio, chiusa in un castello di scudi circondato da fiamme.
La valchiria giacque dormiente finché un eroe, Sigurdhr (poi divenuto Sigfrido) la baciò salvandole la vita. (Vi ricorda qualcosa?? )          
Per ringraziarlo, Sigrdriva che aveva il dono di leggere le rune, gli tramandò questa capacità.
Altre iscrizioni runiche si ritrovano su armiche ne riportavano il nome oppure mostravano frasi come "che va alla carica" o "colpisci", come per trasferire all'arma poteri magici.

Interpretazione sull'origine delle Rune e rapporto con l'Italia
Con il passare degli anni gli studiosi hanno attribuito l'origine delle rune al legame con diversi popoli:
- i greci, per la somiglianza tra alcuni caratteri.
L'ipotesi è stata presto scartata perché l'argomentazione a favore era troppo debole; si sarebbero dovuti trovare rapporti culturali storicamente accertati tra germani e greci che, per ora, non risultano esserci.
- derivazione dall'alfabeto latino, ipotesi scartata di recente.
La motivazione a favore segnalava non solo somiglianze tra caratteri, ma contatti provati tra i popoli.
A sfavore, sta la grande differenza di tecniche d'uso tra il latino e il futhark e soprattutto sembra strano che i germani abbiano assunto alcuni dei caratteri latini senza adottarne anche la direzione della scrittura.
- derivazione da uno degli alfabeti etruschi. 
È stato infine accertato che le rune derivano dall'alfabeto etrusco dell'Italia settentrionale, in particolare quello diffuso dai veneti, in uso tra il III secolo a.C e il I sec d.C.
I contatti tra i popoli sono prevalentemente legati al commercio; inoltre molte convenzioni delle due scritture risultano essere estremamente simili: la somiglianza, la direzione della scrittura e la particolare punteggiatura che è comune ad entrambe.
Un documento estremamente importante certifica questa ipotesi: si tratta dell'elmo "B di Negau" databile tra il V e il II sec aC (anche se la datazione è ancora incerta), cioè prima ancora che i Germani adottassero una propria scrittura.
Sull'elmo è riportata una incisione in caratteri etruschi ma di significato germanico (lo sappiamo tramite la linguistica).
Un etrusco che sapeva scrivere si è probabilmente  prestato per riportare su un elmo germanico quello che il proprietario gli dettava.
L'elmo dimostra l'occasione in cui si è creato lo spunto perché anche i Germani decidessero di creare una scrittura che li rappresentasse.
La scritta riportata sull'elmoera: HARIGASTI TEIWA, che significa "al dio (teiwa: Tyr, dio della mitologia nordica) ospite (gasti) dell'esercito (hari)".

Fonti: Lezione universitaria di Filologia Germanica. Google, per le immagini.

Note: Anche Saileach è un po' che non si vede ma noi la ringraziamo comunque e le rendiamo omaggio con la pubblicazione di questo interessantissimo articolo.


 
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La scrittura Runica: origini e interpretazioni storiche | Login/crea un profilo | 9 Commenti
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Re: La scrittura Runica: origini e interpretazioni storiche (Punti: 1)
da Saileach 07 Mar 2009 - 00:44
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Che bello vedere qui il mio articoletto!!!! Grazie Mater, e scusa se ultimamente sono sparita, ma il lavoro e lo studio in questo periodo non mi danno tregua (a testimoniarlo c'è l'orario in cui sto scrivendo: 00.44) Prometto di tornare al più presto. Abbracci a tutti.


Saileach


Re: La scrittura Runica: origini e interpretazioni storiche (Punti: 1)
da DubheUma (dubhe.uma@libero.it) 07 Mar 2009 - 12:10
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Davvero interessantissimo questo articolo :)

Re: La scrittura Runica: origini e interpretazioni storiche (Punti: 1)
da CorvoLupo 07 Mar 2009 - 16:42
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Molto interessante, anche se trovo sterile la discuisizione sull'etimologia della parola "alfabeto".



Una cosa però non la capisco. Si parla di derivazione dall'etrusco del III sec. a.C. partendo da un'elmo in realtà non databile (tre secoli è un range troppo alto e quindi privo di reale interesse) senza considerare gli stretti rapporti geografici oltre che commerciali tra galli e germani che usavano già dal VII sec una variante dell'etrusco, il gallo-leponzio o lepontino e la cui datazione, non approssimata è ben anteriore e dimenticandosi tra l'altro che il primo linguaggio italico da cui deriva l'etrusco stesso è l'osc-umbro.



Hai qualche informazione a riguardo?


  • Re: La scrittura Runica: origini e interpretazioni storiche da Saileach 09 Mar 2009 - 10:12
    Re: La scrittura Runica: origini e interpretazioni storiche (Punti: 1)
    da Saileach 09 Mar 2009 - 10:19
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    Ah, volevo anche aggiungere che, per quanto riguarda la Storia della Valchiria Sigrdriva, le versioni possono differire. Ad esempio ho da poco scoperto che sul mio Canzoniere Eddico, della Garzanti, Sigfrido non bacia la donna ma spezza l'incantesimo squarciandole la corazza con la spada.


    Era giusto per chiarire. :)


    Ciao a tutti e buona giornata.


    • Re: La scrittura Runica: origini e interpretazioni storiche da CorvoLupo 09 Mar 2009 - 20:59
      Re: La scrittura Runica: origini e interpretazioni storiche (Punti: 1)
      da Nemesi 15 Mar 2009 - 22:10
      (Info utente | Invia il messaggio)
      L'articolo è molto interessante,sono nuova e mi piacerebbe saperne di più,anche perchè ho letto che per creare una runa basta incidere il carattere su un qualsiasi oggetto. Se qualcuno può darmi più informazione ne sarei felice,grazie!

      Re: La scrittura Runica: origini e interpretazioni storiche (Punti: 1)
      da kynthya 02 Apr 2009 - 12:58
      (Info utente | Invia il messaggio)

      La parola per "lettera dell'alfabeto" tedesca é BUCHSTABEN. Si usava tagliare dei rami di faggio in due per il lungo e poi tagliarli a pezzetti. Su questi pezzi di legno si incidevano le rune.


      Buchen - Stäbe ovvero bacchette di faggio.


       


      Non solo incidere le rune su qualsiasi oggetto, anche disegnarle con un dito. Sulla porta di casa, sugli angoli della scrivania, sul sedile della mia sedia, sui muri e ovunque ti venga in mente. (oggi ho disegnato la runa "Isa" sul pilastro situato tra me e la mia collega che chiacchiera-canticchia-fischia-parlaconilsuocomputer in continuazione e mi sta snervando,  infatti oggi é più tranquilla del solito).


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