Aradia, la bella pelegrina

Non é semplice parlare del mito di Aradia, in quanto esiste una sola, principale leggenda su di Lei, arrivata sino ai giorni nostri grazie a Sir Charles G. Leland e alla sua collaboratrice Maddalena..

Richard Franklin, Si è già detto tanto sul “Vangelo delle Streghe” sia del modo in cui è stato tradotto dall’italiano all’inglese e viceversa dall' 800 ad oggi, come anche tutte le considerazioni che si possono fare su una qualsiasi storia tramandata per secoli solo per via orale.

Ma non mi voglio soffermare ad analizzare il testo, ne voglio scrivere qualcosa sulla divinità a se stante.

In base a questo punto di vista, Aradia innanzitutto, è un messia.

Il suo nome è pressoché sconosciuto ai più, in confronto ai più famosi Diana, Apollo, Giove, così come per molte divinità di origine etrusca o ancora altre antiche divinità romane dimenticate da secoli.

Ma se si volesse scindere il mito dalla realtà?

Cercando in rete, si incappa in informazioni che possono essere più o meno veritiere e, come ogni figura religiosa che si rispetti, ci sono forti dubbi riguardo la sua esistenza, ma su un atlante online si trovano addirittura dei precisi dati anagrafici:

"Aradia de Toscano", nata Lunedì 13 Agosto 1313, di famiglia cattolica, viene introdotta in segreto alla Stregheria da sua zia e non appena compiuto il suo tredicesimo compleanno, un’apparizione di Diana, durante una passeggiata lungo le sponde del lago di Nemi* , le fa capire di essere la reincarnazione di Aradia.
Aradia

Da quel momento nasce il mito della “bella pelegrina” tra i briganti del lago e lei si mette a capo di un movimento religioso anarchico ai danni della Chiesa.

Ma nonostante questo si dice che, nel 1508, l’inquisitore italiano Bernardo Rategno scrisse della bella pelegrina nel suo "Tractatus de Strigibus", affermando di movimenti stregoni nati in Italia almeno 150 anni prima.

Si racconta anche la cattura della “santa strega” (altro suo soprannome) da parte della Chiesa che la condannò come eretica, senonchè un terremoto improvviso distrusse la prigione dov’era tenuta la donna, che tutti credettero morta.

Lei, sana e salva, era pronta per diffondere nuovamente il verbo della Dea della Luna, creando così nuovi gruppi di fedeli.

Lo stesso Leland ipotizza una reale esistenza della bella Aradia, attribuendole il ruolo di una saggia ma giovane zingara che vagava per la Penisola aiutando i deboli e gli oppressi.

Gli scrittori che si sono occupati di Aradia sono, oltre C. G. Leland in primis, lo scrittore wicca Raven Grimassi e, non meno importante T.C. Lethbridge nel 1962.

S.Corrodi,1871,acquerello *Sulle sponde del lago di Nemi (in provincia di Roma) sorgeva il tempio di Diana, infatti il nome della località deriva da Nemus Dianae (Bosco sacro di Diana).

Ormai i pochi resti del tempio della Dea della Luna, madre di Aradia, si trovano a centinaia di metri di distanza dalla riva, a causa dell’abbassamento del livello del lago.

N.d.A.: so che quest'articolo può suonare come una dissacrazione del mito, ma ho voluto riunire una parte di informazioni raccolte, informazioni che non si trovano solitamente in nessuna delle tante edizioni italiane dell' "Aradia", per questo ho evitato di esporre tesi sulla leggenda "principale" riguardante la sua nascita.

Inoltre non è mia intenzione svelare verità nascoste da secoli di storia..

Il mito di Aradia è bello così com'è.

Lisert