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13 Febbraio 2019

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La vostra Mater

Calendimaggio (Beltane) e le sue antiche tradizioni.

Scrive Emma Restall Orr (Il Druidismo) 
"Il Glossario di Cormac (circa 900 d.VC.) riferisce che a Beltane tutti i fuochi venivano spenti, per essere riattizzati da quelli accesi dai druidi che cantilenavano incantesimi su di essi, infondendovi proprietà magiche e il bestiame veniva fatto passare tra coppie di fuochi sulla cima delle colline come incantesimo contro la malattia prima di essere condotto ai pascoli estivi.

 

 

<img height="162" alt="" hspace="5" src="upload/rte/firedance.jpg" width="169" align="left" vspace="5" border="0" />Il rito di Beltane nel druidismo è incentrato sulla fertilità, per chi desidera figli, per la terra, coltivata e selvatica, per la nostra anima e i nostri sogni. 
Le coppie di fuochi del rito esprimono il dualismo della natura, la tensione degli opposti che bramano l'unione, la fonte della creatività. 
La terra ora si è vivificata con energia luminosa e forte; l'aria vibra, colma del profumo dei fiori; la foresta è di nuovo verde. 
Il giovane re sole e la fanciulla primavera sono cresciuti raggiungendo la maturità sessuale e il rituale è la danza del loro incontro. 
Lei ora è la regina di maggio, con una corona di biancospino, e lui le si avvicina come signore slelvaggio, uomo verde vestito di foglie o dio sole stesso. 
La loro danza è contagiosa ed essi saltano i fuochi, benedicendoli con fertilità, creatività e buona fortuna, incoraggiando tutti i presenti a saltare le fiamme e ricevere la benedizione. 
Vi sono molte usanze popolari attorno a Beltane, come lavarsi il viso con la rugiada prima dell'alba per apportare bellezza, raccogliere certe erbe che si dice ispirino attrazione, benedire le api che ci danno il miele per l'idromele, e ancora la danza attorno al palo della cuccagna e la scomparsa delle coppie nella foresta e nei campi per fare l'amore al chiaro di luna. 
E' un momento di musica e danza, energia giovanile e libertà."

Scrive Philip Carr-Gomm: (Riti e Misteri dei Druidi) 
"A Beltane. ci apriamo al Dio e alla Dea della Giovinezza. Quale che sia la nostra età, la primavera ci fa sentire di nuovo giovani, e a Beltane saltiamo sopra i fuochi della vitalità e della giovinezza e consentiamo a tale vitalità di darci vita e salute. 
Se siamo giovani possiamo cogliere questo momento come un'occasione per entrare in contatto con la nostra sessualità in modo sicuro e creativo; e se siamo più avanti negli anni l'accoppiamento che cerchiamo potrebbe anche essere quello coi versanti femminile e maschile dela nostra natura. 
L'integrazione degli aspetti maschile e femminile del se è da tempo considerato uno degli obiettivi primari dell'opera spirituale e psicoterapeutica, e Beltane rappresenta il momento in cui possiamo aprirci pienamente a quest'opera, permettendo all'unione naturale delle polarità che si verifica in natura in quest'epoca di collaborare con il nostro agire, un agire che è essenzialmente alchemico."

Nel libro Tochmarc Emire l'eroe irlandese Cu Chulainn descrive la festa di Beltane 
in questo modo: «Beltaine, vale a dire fuoco benefico, cioè i due fuochi accesi dai Druidi con grandi incantesimi. 
Facevano passare le mandrie tra questi due fuochi per proteggerle dalle epidemie ogni anno».

Beltane viene festeggiato anche nei paesi di lingua Tedesca, dove prende il nome di notte di Valpurga, tutt'oggi festeggiata nelle campagne. 
Solitamente si intrecciano danze attorno al palo di maggio, costituito da legno di betulla, albero simbolo di resurrezione, ornato con strisce di stoffa variamente colorate o pitturato con vernice bianca e rossa. 
Le cerimonie druidiche riguardanti la festa di Beltane si sono conservate fino agli inizi del XX secolo in alcune parti della Scozia, dell'Irlanda e dell'isola di Man (anche se in zone isolate delle campagne europee sono presenti ancora oggi)e una loro lettura può restituirci in parte quello che i libri inesistenti non ci hanno tramandato. 
In quei luoghi era usanza alzarsi molto presto nella mattina del 30 aprile e andare a cogliere fasci di ginepro, di frassino e di edera senza tagliare alcun ramo con lame di ferro. 
Alla sera si accendevano per frizione i fuochi sacri che ardevano sulle colline fino a poco prima del sorgere del sole, momento nel quale i partecipanti alla celebrazione si recavano alle fonti sacre per berne l'acqua e bagnare dei cristalli con i quali si spruzzavano le persone e il bestiame per proteggerlo. 
All'alba del l° maggio, quando il sole si stagliava nel cielo, tutti i partecipanti iniziavano balli e canti che proseguivano per tutta la giornata.

Eterea

Fonti citate nell'articolo.