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13 Febbraio 2019

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La vostra Mater

I riti del Solstizio d'Estate

Notte di S. Giovanni, Giorno del Mago Beato, La notte delle streghe

21- 24 giugno

Universalmente la "Notte di San Giovanni" è anche ritenuta la Notte delle Streghe che, in questo particolare momento astrale, si radunano per i loro sortilegi.

Ecco uno sguardo generale sulle tante tradizioni per queste notti magiche!

Questa è la celebrazione dei fasti gli antichi riti per il solstizio d'estate, ed ha quindi dato luogo per secoli a manifestazioni diverse collegate con le credenze e gli usi popolari, come i fuochi di San Giovanni e gli altri rituali propiziatori tipici delle feste di inizio stagione.

Usanza collettiva in questa ricorrenza è quella della raccolta delle erbe che, nella notte che precede la festa di S. Giovanni, cioè fra il 23 ed il 24 giugno, moltiplicano i propri attributi terapeutici e magici.

In questa notte, si vive un momento magico perché essa cade appunto nei giorni solstiziali quando

il sole si sposa con la luna e dal suo sposalizio si riversano energie benefiche sulla terra e specialmente sulle erbe bagnate dalla rugiada che si trasforma in un farmaco potente a guarire ogni guisa di malattie cutanee.

Il bagno causato dalla rugiada, a chi passeggia durante questa magica notte, riesce a difendere la persona da ogni tipo di corruzione.

In generale, la rugiada. che cade durante una notte di Luna Piena è indicata per la preparazione dell'"Acqua Lustrale", ma quella che si deposita sui vegetali durante la notte del Solstizio d'Estate è la più pregiata.

Prima ancora dell'alba recatevi in un prato pulito e isolato, e legate un cordino a un grosso batuffolo di cotone. Vi basterà dunque camminare trascinandovelo dietro, in modo da renderlo pregno del magico liquido.

Ogni tanto strizzatelo e mettete il liquido in una bottiglia di vetro.

Quando avrete raccolto la quantità a voi necessaria, tappate bene il contenitore e lasciate come di consueto un'offerta agli spiriti naturali o del cibo per gli animali.

Ed è per ciò che prepariamo, con l'utilizzo di erbe, pietre ed altro, particolari e potenti talismani, nella convinzione poi che la particolare posizione degli astri
concorra a caricarli di virtù.

Innumerevoli sono le usanze legate al solstizio:

"...Il colono, fatto un mazzolino di tre spiche di

grano marcio o carbone, discendeva al fiume e quindi il gittava, stimando con ciò di aver liberato e purgato

dalla carie o volpe, dalla zizzania e da tutte le altre erbe nocive, il grano che stava per mietere.."

Altre usanze sono:

• L'uva raccolta al sorgere del sole e data in pasto ai polli, evita che questi danneggino la vigna.

• La raccolta di 24 spighe di grano, da conservarsi tutto l'anno, se custodite gelosamente serve come

formidabile amuleto contro le sventure.

• Il bagno con l'acqua odorosa che veniva tenuta fuori l'intera notte, perché la notte magica la

benedisse, ha effetti strabilianti.

Si può ricorrere ad un recipiente piccolo, possibilmente una bacinella, lasciato sul davanzale durante la sera

della vigilia con immersi dei fiori di campo (camomilla, margherite, melissa, ginestra), una volta benedetta

dal Santo è efficace contro il malocchio, l'invidia e le fatture, specialmente sui bambini.

• La prima acqua attinta la mattina della festa mantiene la vista;

• È costume recarsi all'alba sulla riva del mare a bagnarsi per preservarsi dai dolori reumatici.

• I contadini portano sul lido le bestie, buoi e cavalli, perché si rinvigoriscano e fossero immuni da

malattie.

Durante la notte ardono nelle campagne molti falò, specie in cima alle colline o ai dossi, in modo da poter

rotolare lungo i pendii ruote infuocate.

Il contadino, con questi fuochi, vuole aiutare il sole che comincia a scendere sull'orizzonte perché non

l'abbandoni e continui ad offrire la sua energia ai campi.

I fuochi vengono interpretati come festa in onore del sole, manifestazione del divino nel suo massimo

splendore solstiziale.

Per difendersi da influssi malefici di ogni tipo si ricorre a vari espedienti.

Prima di andare a coricarsi si pongono dietro la porta di casa delle scope per far fuggire il male.

Esso infatti teme la scopa perché vedendola è costretto a contare tutti i fili di saggina da cui è formata e,

siccome il male teme il giorno, le luci dell'alba sorprendendolo, lo costringono a fuggire prima di essere riuscito a nuocere a qualcuno, avendo perso tutto il tempo a contare i fili di saggina.

Immagine: San Giovanni Battista di Leonardo da Vinci

Molti contadini invece inchiodano sulla porta di casa il fiore dell'erba Carlina che serve per impedire

il passo del male perché questo, vedendo il fiore è costretto a contare con assoluta certezza le migliaia di

capolini che formano il seme.

Come per le scope quindi, consuma la notte in questo modo e all'alba è obbligato a fuggire senza aver nuociuto.

Si credeva che il male uscisse dal suo nascondiglio e si ponesse nei crocicchi delle vie, in forma umana tanto

che, chi voleva vederlo, non aveva altro da fare che cercare in un crocicchio e stare con una forca di fico sotto il

mento e un catino d'acqua sotto i piedi.

A mezzanotte il male passa schiamazzando e urlando.

I più prudenti, sempre per proteggersi dal male, si infilano sotto gli abiti qualche erba di San Giovanni,

dall'Iperico alla lavanda, allo spicchio d'aglio da raccogliersi prima dell'alba.

Per difendersi da funeste influenze si coglie l'Iperico dai fiori gialli da tenere sul corpo per tutta la notte,

la verbena simbolo di pace e prosperità, il ribes i cui frutti rossi sono chiamati anche bacche di San Giovanni,

l'artemisia e tutte erbe dette di San Giovanni.

RACCOLTE PARTICOLARI

Solo ed esclusivamente in questa magica notte, con un rito speciale è possibile
raccogliere il fiore della

felce che ha la virtù di difendere chi lo possiede dagli incantesimi e di cacciare gli spiriti.

Infatti, a mezzanotte il fiore si apre lentamente illuminando tutto ciò che gli è vicino.

È questa un'erba che nessuno ha mai visto in fiore, perché, in un momento della stessa notte, fiorisce, forma

il seme e torna ad essere come prima e sarebbe atto empio spiare il momento di quella fioritura.

Chi desidera procurarselo deve recarsi nel bosco e sedersi accanto alla felce tracciando con l'Athame un

cerchio intorno ad essa ed un altro attorno a sé, aprire un fazzoletto sotto la pianta, e andarsene in fretta.

Scorsa la notte e raccolto il fazzoletto coi fiori per avventura caduti, avrebbe seco un potentissimo talismano

per ottenere da altri qualsiasi cosa, perché quei fiori eserciterebbero una forza irresistibile, da far piegare

qualunque volontà.

Un'altra erba magica dei questa notte è era la vinca, utilizzata anch'essa per la preparazione di talismani

vegetali.

I PRESAGI

Per San Giovanni si usa favorire gli incontri ed i fidanzamenti.

Di buon augurio si ritengono le infiorate fatte sui davanzali ed alle porte della casa dell'amata con rami, fiori e frutti.

Diversi comunque sono i rituali propiziatori ed anche quelli da cui trarre presagi.

Il più diffuso si fa con la chiara dell'uovo messa in una bottiglia d'acqua e lasciata tutta la notte fuori sul

davanzale.

A seconda della forma che la chiara assume al mattino seguente, si cerca di pronosticare il futuro.

Se nel disegno per esempio si scorge una torre, è segno che si deve cambiar casa; se ci sono dei fiori, qualche

positivo avvenimento fiorirà durante l'anno; le croci sono simbolo di morte; le spighe recano buone novità;

due torri simboleggiano certezza assoluta di matrimonio.

Le ragazze, attraverso la forma approssimativa del disegno, cercano di indovinare la professione del futuro

sposo: se l'albume ricorda la forma di una pecora lo sposo sarà un pastore; un incudine indica che sarà

un fabbro, una penna o un libro che sarà un uomo colto, una barca di un marinaio, una zappa di un

contadino ecc.

Sempre le giovani, la vigilia della festa prendono tre fave: una con la corteccia intera, una senza, la terza spezzata nella parte superiore.

La sera, coricandosi, le mettono sotto il cuscino.

Durante la notte devono prenderne una a caso: se prendono quella intera saranno ricche, se scelgono

quella senza corteccia diventeranno o rimarranno povere, se invece colgono la fava spezzata non saranno ne

ricche ne povere.

Altri, sempre per conoscere il futuro, bruciano la corolla di un cardo e la lasciano fuori tutta la notte.

Al mattino vanno poi a scrutarla: se si presenta di un colore rossastro è segno di buona fortuna, se invece

appare nera è indizio di sicura sfortuna.

LA SALUTE

Chi possiede sulla propria terra alberi di noce, all'alba del 24 giugno si rechi a legare i tronchi con una

corda ricavata intrecciando spighe di orzo ed avena.

È importante compiere questa operazione per avere frutti buoni ed abbondanti.

A settembre, periodo della raccolta delle noci, la corda di spighe sarà tutta rinsecchita, ma le noci buone e

soprattutto abbondanti.

All'alba di San Giovanni, si raccolgano 27 noci e tornati a casa le si affettino con il mallo in

cui sono ancora racchiuse.

Si pongono poi a macerare per 49 giorni in alcool.

Trascorso questo tempo si strizzano i frutti e con il liquido ottenuto, al quale si aggiunge altro alcool e

zucchero, si riempiono le bottiglie che si tengono all'aperto per qualche notte.

Questo sciroppo serve ottimamente per calmare il mal di testa e il mal di stomaco.

Molti mangiano lumache per San Giovanni, questo alimento preserva dalla sfortuna.

La lumaca infatti è ritenuta un simbolo lunare che indica la rigenerazione periodica a causa dei cornetti che

mostra e ritira alternativamente così come la luna che appare e scompare nella sua ciclica morte e rinascita.

Eccovi qualcosa di carino su questi giorni magici.Ovviamente, per festeggiare "Estate", non è strettamente necessario seguire queste tradizioni ma è sufficiente una candela accesa e un vostro pensiero.

Mater

(Estrapolato dai contenuti del sito per l'occasione del Solstizio)