Il rosmarino (rosmarinus officinalis)

 
È un arbusto sempreverde, molto ramificato appartenete alla famiglia delle Labiate. 

I fusti sono legnosi, con portamento prostrato ascendente.

Può superare i due metri di altezza e si espande
facilmente in larghezza.

Le foglie sono piccole, lineari, opposte, di colore verde scuro e quasi argenteo sulla pagina superiore, sessili e coriacee, persistono durante l'inverno...
I fiori sono irregolari, disposti in verticilli terminali a forma di spiga; hanno colore blu pallido, raramente biancastro.

La fioritura nelle zone calde si verifica durante tutto l'anno, altrove dalla primavera all'autunno.

Il frutto è una piccola capsula

L'odore è intenso d'incenso e canfora, il sapore aromatico, astringente.

Il rosmarino fiorisce da marzo ad ottobre, è largamente diffuso anche allo stato spontaneo.

Diffuso come pianta da bordura o siepe, e normalmente diffuso come pianta aromatica.

Si usano le foglie, raccolte in piena estate e facendole essiccare rapidamente all'ombra.

Si prediligono i rametti giovani, non ancora lignificati, si conservano poi in vasi di vetro.

Il rosmarino è una pianta rustica, che predilige zone luminose, se possibile anche in pieno sole. Vuole terreno leggero, sabbioso, asciutto e in posizioni ventilate.

Patisce condizioni di umidità protratta e freddo intenso.

Necessita di irrigazioni costanti solo in momenti di forte siccità, altrimenti mostra una notevole resistenza.

La tradizione vuole che il rosmarino debba essere sempre piantato al fianco di una pianta di salvia se si vuole che cresca bene.

Il termine Rosmarinus deriverebbe da "ros" = rugiada e "marinus" = marino, in riferimento al fatto che queste piante vivono in prossimità del mare.

In realtà sembra che derivi dal greco, dai termini RHOPS, che significa arbusto" e MYRINOS, che significa "aromatico".

Ovidio, nelle Metamorfosi, racconta la storia della principessa Leucotoe, figlia del re di Persia, che sedotta da Apollo, intrufolatosi furtivamente nelle sue stanze, dovette subire l'ira del padre, che la uccise per la sua debolezza.

Sulla tomba della principessa i raggi del sole penetrarono fino a raggiungere le spoglie della fanciulla, che lentamente si trasformò in una pianta dalla fragranza intensa, dalle esili foglie e dai fiori viola-azzurro pallido.

Da questa leggenda deriva l'usanza degli antichi Greci e Romani di coltivare il rosmarino come simbolo d'immortalità dell'anima; i rami venivano adagiati fra le mani dei defunti e bruciati come incenso durante i riti funebri.

Orazio infatti diceva: " Se vuoi guadagnarti la stima dei morti, porta loro corone di rosmarino e di mirto".

Nell'antica Grecia veniva bruciato al posto dell'incenso per fare sacrifici agli dei.

Gli egizi lo utilizzavano per curare i vizi di stomaco, le congestioni epatiche ed il vomito.

Nei Capitolati di Carlo Magno la specie è presente nell'elenco delle piante che non devono mancare mai negli orti del regno.

Nel medioevo veniva usato per scacciare spiriti maligni.

Le aromatiche piante di rosmarino non potevano mancare nei ricchi orti medioevali, e sin dal Seicento veniva utilizzato anche come pianta ornamentale, tosandola artisticamente a seconda dei gusti.

Riconosciute fin dai tempi più antichi anche le sue proprietà terapeutiche: i rametti essiccati venivano bruciati nelle stanze degli ammalati per purificare l’aria i rametti freschi venivano appesi nei tribunali per proteggere dalle “febbri delle prigioni”; durante le epidemie di peste era solito riporre qualche rametto nelle impugnature dei bastoni da passeggio e nelle tasche per poterlo annusare attraversando le zone infette o sospette. 

È una delle piante simbolo del solstizio d'estate, e nel linguaggio dei fiori il messaggio di questa pianticella sempre verde esprime, "sono felice quando ti vedo".

Sembra che portare sul cuore un ramoscello fiorito doni un grande "felicità interiore".

Si racconta avesse fama di rinforzare la memoria e per questo fu considerata simbolo di fedeltà per gli innamorati, e utilizzata come ornamento per le corone che portavano le spose durante le cerimonie nunziali.

 


Il decotto di rosmarino serviva per la pulizia delle cucine, lavelli, vasche da bagno.

Ancora oggi in alcuni paesi del Mediterraneo è consuetudine lasciare asciugare il bucato sul Rosmarino, affinché il sole ne estragga l’aroma che ha proprietà antitarme.

Per lo stesso motivo venivano messi dei rametti di rosmarino nei cassetti della biancheria, e negli armadi per profumare e tenere lontane le tarme.

La leggenda narra che la Sicilia, dominata da Circe che usava il suo potere per provocare violente eruzioni vulcaniche, provocava la morte di tutte le piante, e obbligò tutti gli abitanti a gettarsi nel mare.

Solo una bella donna resistette, aggrappata alla scogliera, e si trasformò in Rosmarino, per ricordare a tutti gli uomini che il potere del bene si rinnova sempre.
I principi attivi tipici del rosmarino sono presenti nell'olio essenziale e in altri estratti utilissimi in profumeria e cosmesi, in liquoreria e in farmacia.

L'olio volatile contiene canfora, borneolo, pinene, cineolo, saponine, colina.

Le proprietà del Rosmarino sono numerose: è stimolante, tonico, aromatizzante, digestivo, diuretico, antisettico, balsamico, epatoprotettore. 

È utilizzato largamente per disturbi digestivi, per stimolare l'appetito e la secrezione gastrica. Calma la tosse, ed è utile nel trattamento dei reumatismi.
È impiegato contro i dolori muscolari e articolari, disturbi circolatori, e per bagni ad azione tonica e defaticante.
L'infuso è altresì utilizzato in casi di depressione, disturbi epatici, emicrania, casi di colesterolo alto e disturbi alla circolazione.
 
INFUSO

Lasciare in infusione a recipiente coperto per 15 minuti 20g di sommità fiorite in 500ml di acqua bollente. Filtrare.
 
DECOTTO

Bollire per 5 minuti, 25g di sommità fiorite in 250ml di acqua, lasciar riposare a recipiente coperto per altri 5 minuti. Filtrare.
 
TINTURA:

Macerare per una settimana in vaso ermeticamente chiuso, 40g di sommità fiorite im 250ml di alcool a 70°. Filtrare.
 
L'OLIO ESSENZIALE

Si usa invece aggiunto all'acqua del bagno in casi di raffreddamento, torcicollo, insonnia, o aggiunto ad oli per massaggi in caso di artriti, distorsioni, reumatismi e contrazioni muscolari

Diffusore d'essenza: 10 gocce per profumare l'ambiente

Evaporazione: alcune gocce su un fazzoletto, sul cuscino, nella vaschetta dei caloriferi, ecc. eccellente per purificare l'aria delle stanze

Massaggio da 6 a 8 gocce in 2 cucchiai di olio base massaggiare sulla pelle.

Bagno da 4 a 10 gocce nell'acqua della vasca è consigliata acqua tiepida.

Doccia 3-4 gocce su un guanto di spugna bagnato massaggiare delicatamente tutto il corpo

Inalazioni 5-8 gocce portare ad ebollizione acqua, toglierla dal fuoco, aggiungere le gocce di essenza, coprire il capo con un asciugamano e respirare il vapore benefico.

Frizioni 2-3 gocce di essenza diluite in una base alcolitica frizionare sulla regione cutanea corrispondente all'organo affetto fino al riscaldamento della parte.

Pot-pourri 10 gocce rigenera il profumo dei vostri fiori secchi e pot-pourri.

 
VINO AROMATICO AL ROSMARINO

Versate in un recipiente un lt di vino rosso di ottima qualità, aggiungendo 25 gr di foglie essiccate di rosmarino, 25 gr di foglie essiccate di salvia e 15 gr di miele.

Scaldate il tutto a bagnomaria per 20 minuti, poi lasciate riposare fino al completo raffreddamento.

Filtrate, versate in una bottiglia e prendetene un bicchierino a ogni pasto.

 

LIQUORE AL ROSMARINO

Ingredienti:70g d'alcool a 95°, 40g di foglie di rosmarino, 10g di scorza dì limone (solo la parte gialla), 1g di macis, 1 litro di vino bianco.

Fate macerare in un vaso il rosmarino ed il limone per sei giorni agitando una volta al giorno. Filtrate finché il liquore sarà perfettamente limpido ed aggiungete il vino bianco e lasciate riposare per altri due giorni.

Il liquore può essere consumato fresco preferibilmente dopo i pasti. 

Visconti


Fonti: Internet, libri vari di fitoreapia.