Lunigiana terra di Streghe

"In Lunigiana il progresso è presente ma non sino ad essere insopportabile.

In Lunigiana la magia esiste ancora non come ritorno all'irrazionale, ma come retaggio di una cultura che sopravvive...

E non per arretratezza, ma perchè condizioni naturali ed etniche ne hanno consentito la sopravvivenza.

Pensiamo alla natura in Lunigiana così rigogliosa, pensiamo ai boschi silenziosi e misteriosi.

Le storie dei vecchi che popolano ancora di folletti alcune zone, esseri più dispettosi che
maligni, a volte uscivano dal folto della macchia per sollevare in un turbine e spandere il fieno già accatastato.

Pensiamo ai vecchi racconti di streghe che si riunivano in certe notti sotto castagni secolari, che ancora oggi a guardarli sembrano messi lì apposta.

È proprio vero che la Lunigiana è tanto popolata da negromanti, stregoni e maghe?

La risposta, in un certo senso è si.

Niente di drammatico, per carità.

Nessuno corre il pericolo di essere tramutato in rospo da una strega o di rimanere stecchito mangiando una mela offerta da una vecchina.

Anzi, la magìa nostrana serve soprattutto per liberare dagli incantesimi, oltre che a tante altre cose, ma che se la si neghi a priori, se ne dubiti, o ci si creda senza condizioni, la magia accanto a noi esiste comunque.  

 

La fatina di Villafranca

A Villafranca una signora ci attende e il suo nome è già una garanzia, si chiama "Divina".

Ottant'anni passati (ci perdoni, di una signora non si dovrebbe dire l'età), ce l'hanno descritta come una buona fatina, e a guardarla, l'immagine è azzeccata, piccola, minuta, quando sorride trasmette dolcezza, una vita passata a tirare su i figli, poi ad assistere il marito ammalato.

Ora è vedova.

Tanti anni fa sua madre, in punto di morte, le lasciò le uniche cose che aveva: formule segrete, descrizioni di riti strani e alcune preghiere.

Con quei cerimoniali, si diceva nelle campagne circostanti, si potevano guarire certe malattie.

"Venivano da tutte le parti per farsi segnare - dice la signora - e io cosa potevo fare? Ho provato.

Non chiedetemi come e perchè, ma il fuoco sacro, la risipola e la crosta lattea dei neonati, sparivano davvero, così ho continuato a farlo."

E racconta di come l'usla (la stipa) caccia il fuoco di S. Antonio che "è di nove tipi."

E bisogna sapere di che tipo è, se no, si sbaglia formula e non se ne va mai più".

L'ora indicata per togliere i mali è quella della Ave Maria e oltre alle formule bisogna anche pregare.

A proposito di formule, gliene chediamo qualcuna ma la vediamo in imbarazzo, titubante, si vede che le spiace non poterci accontentare, poi come una bambina risponde. "Mia mamma mi ha raccomandato di non rivelarle mai a nessuno".  E l''innocenza della risposta ci toglie ogni possibilità di insistere.

Mentre la salutiamo ci viene in mente un ricordo di quando eravamo bambini, nelle favole, fra draghi e orchi paurosi, c'era qualche volta una vecchina buona, chi la incontrava in genere, passava indenne fra pericoli e avventure.

Non lontano da Monti, sulla strada per Villafranca, le streghe solevano riunirsi e danzare ai piedi di una quercia detta di "Morian", non sono rimasti molti a sapere dove si trovi l'albero e i pochi informati si guardano dal passarci accanto la notte.

Ma quel luogo non era animato soltanto da streghe: alla SS. Annunziata di Licciana sfilavano gli spiriti e la sinistra processione era protetta da draghi e serpenti che vegliavano sul rituale.

                  

Tra le storie preferite dai fanciulli c'erano quelle sulle streghe, che fino al tardo medioevo tenevano vive le loro pratiche magiche con l'utilizzo di pozioni a base di erbe.

Della presenza di quelle donne, depositarie di arcani segreti, resta testimonianza in alcuni atti processuali dell'epoca che raccontano come nelle piazze in Lunigiana venissero arse vive giovani fanciulle, la cui colpa molto spesso era soltanto quella di aver scoperto i poteri curativi delle erbe. 

Queste parole hanno avuto il compito di ammaliarvi abbastanza da spingervi prima o poi a fare un viaggio in questa splendida terra  proprio ai confini fra Toscana e Liguria.

Io ho avuto la fortuna di viverci molto vicino e quando voglio fare un "tuffo" nella natura selvaggia, nonchè quando sono in cerca di erbe, è lì che mi porta il mio spirito, seguendo il profumo delle streghe.

Eterea

Fonti: Il portale della Lunigiana.com; Il portale della Lunigiana.net