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13 Febbraio 2019

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La vostra Mater

Marte

Marte è un dio romano che solo molto tardi venne identificato con l'Ares greco, il dio della guerra; forse di origine tracia. Il romano Mars fu in origine un dio agreste regolatore delle stagioni, al quale era intitolato il primo mese in cui comincia la primavera, Marzo (in latino Martius). In seguito, quando gli furono attribuite caratteristiche di significato guerresco, venne gradatamente a confondersi col dio greco della guerra e con le leggende che lo riguardano.(alalba.it) Era il più importante degli dei romani, dopo Giove. Il suo sacerdote era il flamine marziale e gli erano consacrati il lupo ed il picchio verde. Figlio di Giove e di Giunone, ha l'aspetto di un guerriero dalla statura sovrumana. Indossa un'armatura di bronzo, un elmo scintillante dalla lunga criniera, una lancia, una spada, uno scudo di cuoio. I suoi compagni indivisibili erano: la Discordia, la Strage, la Paura, e il Terrore. Ares o Marte divenne amante ufficiale di Afrodite dalla quale ebbe vari figli: Cupido o Eros, Anteros, Deimos, Fobos, ed Armonia. Oltre ai figli avuti da Afrodite gli veniva attribuita la paternità di Romolo e Remo che egli avrebbe avuto dalla vestale Rea Silvia. Marte era il dio della guerra condotta con la brutalità e la ferocia: era, cioè, un essere che provava un'ebbrezza travolgente quando si trovava di fronte alla zuffa, alla furia selvaggia, cieca, spietata, che si accende nel momento in cui la battaglia si fa più serrata e, ottenebrando la mente dei guerrieri, toglie dal loro cuore ogni sentimento di umanità. A lui era infatti indifferente combattere da una parte o dall'altra, favorire questo o quello schieramento: la sua unica gioia era quella di azzuffarsi e di vedere gli uomini lottare a morte per imporre la superiorità della loro forza: per questo, naturalmente, era poco gradito alle altre divinità, più miti, e allo stesso Giove. Tuttavia, non di rado, sui campi di battaglia gli accadde di avere la peggio( lui, il dio della guerra!) azzuffandosi con Minerva, la dea del coraggio intelligente e riflessivo, che sempre riesce a sconfiggere la furia cieca e bestiale della ferocia. Fu detto anche "Gradivo" o "Ultore", cioè vendicatore della morte di Cesare. Il suo culto si svolgeva a Roma nel Campo Marzio ed in suo onore si svolgevano ogni anno, nel mese di maggio, le feste dette "Ambarvalia". I suoi sacerdoti erano detti "Salii". Marte assunse un ruolo molto più importante della sua controparte greca (Ares), probabilmente perché considerato marito di Rea Silvia e padre di Romolo e Remo, che fondarono Roma. Di conseguenza Marte era considerato il padre del popolo romano e i romani si chiamavano tra loro Figli di marte. Alcuni popoli presero da lui il nome, come i marsi e i mamertini. A marte è stato dedicato anche un giorno della settimana (martedì) e un pianeta del sistema solare (marte). Un grande numero di testimonianze consente di riconoscere in esso una delle principali divinità italiche, venerata in varie località del Lazio e in genere nell’Italia centrale. La sua presenza nella triade arcaica romana delle divinità maggiori (assieme a Giove e Quirino), attesta che il dio godette di particolare prestigio anche in Roma, ove egli era venerato quale padre dei Romani, padre di Romolo. Tuttavia gli studiosi sono profondamente divisi nell’interpretare le origini e la natura di Marte: alcuni vi scorgono un primordiale dio agrario, altri insistono soprattutto sul suo aspetto di dio della guerra (donde poi la tardiva identificazione con l’Ares greco), spiegando la sua tutela sui campi come difesa dalle devastazioni del nemico, e riconoscendo in esso il dio della seconda funzione nella tripartizione delle comunità indoeuropee. A questa contrapposizione di fondo si aggiungono le teorie di coloro che vedono in Marte un eroe culturale, dio-guida di genti nomadi, anche nel senso di nomadismo mitico, iniziatico, e quelle di coloro che trovano un denominatore comune dei vari aspetti del dio nella sua funzione di purificatore e di tutore della purezza rituale. Nella tradizione figurativa del Rinascimento grandissimo rilievo ha la rappresentazione dei suoi amori con Venere: da Botticelli a Piero di Cosimo a Tintoretto , eccetera. Questa divinità ha ispirato tanti nomi dedicati a lui: da Martino a Marco e infine a Marzio. L'antico nome del dio era forse Marmar, dalla radice mar che aveva il significato di "spaccare, colpire". Eterea Fonti: Internet