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13 Febbraio 2019

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La vostra Mater

San Giovanni tra Piemonte e Sardegna

I due San Giovanni

Il 27 dicembre viene festeggiato San Giovanni l'evangelista, detto il "Giovanni che ride". Il 24 giugno invece viene celebrato San Giovanni il battista o anche detto il "Giovanni che piange" (per il suo tragico destino).

Queste due festività sono disposte una dall'altra a una distanza di circa sei mesi. Secondo alcuni studiosi quale ad esempio Guenon queste due feste sarebbero l'eredità della antiche feste dei solstizi dedicate a Giano (da notare la somiglianza fonetica tra i due nomi Janus e Johannes). Ma il fatto che in entrambe queste date fosse celebrata questa divinità non è storicamente documentato. Particolarmente cara alla mia tradizione però è solo una di queste due feste , ovvero quella del Giovanni che piange che viene tradizionalmente celebrata in due luoghi a me molto cari. La mia famiglia infatti proviene da un paesino nel centro della sardegna, Olzai e io vivo attualmente nel capoluogo piemontese, Torino, in entrambi questi luoghi San Giovanni Battista è il patrono e la festa è molto sentita.

A Torino la festa del santo è un evento organizzato in grande, i festeggiamenti iniziano il 15 del mese e si concludono il 24. I giorni precedenti alla festa vera e propria vengono organizzate una serie di attività tra le più disparate tra cui mercatini di prodotti tipici, concerti musicali, gite in canoa sul fiume Po che taglia la città, gare sportive e sfilate in costume d’epoca. Queste attività sono sparse per tutta la città ma si concentrano specialmente nel suo centro. Interessante è l’accensione del fuoco in piazza il 23 giugno. Il fuoco che viene fatto è chiamato Farò, ma dire fuoco è veramente poco , la piazza viene chiusa al pubblico tranne nelle sue parti più esterne per poter permettere alla folla di assistere all’evento. Nel suo centro viene eretta una pira a dir poco enorme e soprattutto altissima a cui viene dato fuoco in diretta con gli applausi del pubblico che presenzia. Al termine del rogo la catasta di legno bruciata cadrà o verso porta nuova (la stazione principale della città) o verso piazza castello che è direzionata a nord in direzione opposta alla stazione. Nel primo caso si trarranno auspici favorevoli e la caduta del farò porterà bene all’intera cittadina. Per l’occasione viene celebrata la messa direttamente nel duomo di Torino e in seguito alla cerimonia vengono distribuiti alla folla frutti e fiori, segni evidenti di abbondanza. La festa si conclude il 24 alla sera con la fiaccolata sull’acqua e con lo spettacolo pirotecnico. I fuochi vengono sparati in modo da creare nel cielo una coreografia sulle note di musica classica scelta ogni anno per l’occasione. Lontane e ormai perse moltissime antiche tradizioni di questa giornata come quella che vedeva i torinesi ballare in piazza attorno al fuoco o in mancanza intorno ai numerosi massi erratici presenti in valle e considerati sacri e magici, o ancora quella che vedeva ogni famiglia appendere la sera di San Giovanni fuori dalla porta un ramo di noce e se il giorno dopo lo stesso era secco sarebbe arrivato il bel tempo.

A Olzai, un paesino della barbagia di Ollollai, la festa di San Giovanni invece viene celebrata ufficialmente solo il giorno dedicato a questo santo. La gente del paese la mattina si reca a messa nella chiesa principale, quella dedicata appunto a San Giovanni Battista e che si trova nel centro della contrada, e dopo la funzione religiosa si va al rinfresco a "sa domo de su soziu" organizzato del comitato per i festeggiamenti (per ogni festa solitamente vengono disposti dei gruppi di persone che si occupano dell’organizzazione e della buona riuscita della festa.) Il pomeriggio invece vengono recitati i vespri e con la conclusione di questi vengono terminate le cerimonie prettamente religiose di questa giornata. Subito dopo infatti vengono fatti correre i cavalli tutti addobbati (così come i loro cavalieri) per la festa, gli ornamenti sono ricchi e pieni di colori caldi e lucenti, il rosso e l’oro principalmente. Vengono in questa giornata organizzati poi anche dei giochi quali le corse nei sacchi per i bambini e viene anche allestito l’albero della cuccagna. L’atmosfera è quella di festa, una festa gioiosa fatta di colpi in aria (colpi di fucile) e zoccoli che corrono sfrenati tra le minuscole vie del paese e che si conclude a sera nella piazza principale per sentire i concerti di musica sarda che vengono sempre organizzati durante le feste, correlati dai balli in cerchio. Ma si vocifera che un tempo la vigilia del 24 giugno nel pomeriggio presto le donne si disponessero per andare a cogliere due particolari tipi di fiori "su frore de Santu Juvanne e su frore de Santa Maria" e che con solo queste due particolari piante si facesse il fuoco che veniva saltato per quattro volte per svincolarsi da presenze negative. Secondo i racconti che mi sono stati tramandati questi sono due fiori differenti, secondo quanto invece ho trovato nelle mie ricerche il fiore di san Giovanni e l’erba di santa Maria sono la stessa pianta, forse si parla della stessa pianta a cui si coglieva sia il fiore che le foglie e nei racconti è diventata fiore anche l’erba, si tratta comunque indubbiamente della pianta di elicriso che viene nominato nell’isola oltre che con i suddetti anche con molti altri nomi.

DubheUma