Torino città magica III "Fuori dalle mura"

Come già sappiamo, Torino è considerata una città magica.

La storia la vede fondata da  Fetonte , figlio di Iside che scelse il punto di convergenza tra i due fiumi Po e Dora come centro di culto del dio Api, ovvero il dio Toro.

Siamo anche a conoscenza dei triangoli esoterici dove la città è il vertice: assieme a Praga e Lione per quello cosiddetto “nero“ e Londra e S.Francisco per quello “bianco”.

Inoltre le porte d’ingresso della pianta romana sono poste in corrispondenza dei quattro punti cardinali e la città pare sia allineata con il 45° parallelo.

Volendo fare questa volta un escursione fuori dalle mura torinesi, possiamo trovare
lapide sibillina altre interessanti segnalazioni.

Un architetto austriaco di nome Muller sembra abbia trovato la chiave per decifrare il preciso disegno che vede gli edifici e le piazze di Torino costruiti sotto un unico, misterioso progetto.

Unendo le cinque residenze sabaude situate poco fuori dalla città, si forma un pentagramma, inoltre sembrerebbe che ogni edificio corrisponda ad un elemento: Superga: Terra, Stupinigi: Acqua, Venaria: Fuoco, Rivoli: Aria e Moncalieri: Fuoco.

È interessante sapere che ogni residenza è testimone di fatti inquietanti, per esempio la basilica di Superga, tomba reale della famiglia Savoia e teatro della strage aerea nella quale perse la vita la squadra del Grande Torino, oppure il castello di Moncalieri, che fu una delle sedi dei cavalieri Templari, i custodi del Gràal.

Secondo la teoria dell’architetto, puntando un laser dai vertici di questi cinque edifici, si formerebbe un pentagramma (chiaro simbolo esoterico) che dominerebbe l’intera città.

Sempre secondo la sua teoria:

“L’uomo vive in un recinto ben definito, incastrato in un quadrilatero, fra due linee, fra le coordinate del tempo (asse Superga-Rivoli) e dello spazio (asse Moncalieri-Stupinigi).

L’elevazione della stella, è simbolicamente la chiave per una nuova cultura, in cui l’uomo è in contatto con la propria parte spirituale (il triangolo verso Venaria)”.

Uscendo nettamente dal cerchio del pentagramma torinese, a venti chilometri dalla città, nella val di Susa, si trova un monte di 1500 metri, dall’apparenza brulla e dalle pareti spoglie, attorno al quale nel corso dei secoli si sono create diverse leggende.

Si tratta del monte Musinè, che in dialetto piemontese significa “asinello”.

La stranezza del monte e forse anche l’alone di mistero che lo circonda, ha inizio dal suo aspetto: la fitta vegetazione tipica della zona si interrompe bruscamente ad una certa altezza e nessun tentativo di rimboschimento ha avuto successo.

La cima del monte appare quindi spoglia, lasciando alla luce del sole le sole rocce.

Il monte, oltre cinquanta milioni di anni fa, era un vulcano attivo, è molto probabile quindi che al suo interno sia cavo; alla base di ciò è stata  alimentata la tesi della presenza di tunnel e cunicoli segreti al suo interno, ma questa è solo uno dei tanti miti che “abitano” il monte.

Si dice che qui Erode (in Piemonte?!) fu condannato a passare con un carro infuocato, si dice anche che Costantino qui si convertì al cristianesimo, si dice altresì che ogni primo maggio è usanza delle Streghe radunarsi sulle aspre pareti del monte per festeggiare.

coppelleL’unica cosa certa è legata al ritrovamento di buche scavate nella roccia. Si tratta di coppelle, molto probabilmente di origine celtica, che unite formano una vera e propria mappa astrale con costellazioni conosciute ( le due Orse, la Cassiopea, il Cigno, etc) e altre sconosciute.

L’utilità di queste coppelle era prettamente rituale: venivano riempite di grasso e resina e fungevano da “lumini”.

Molto probabilmente chi, dal basso della valle, l’assistere a questi fenomeni luminosi fu la causa di molte leggende..

È stata anche rinvenuta una lastra di pietra con un incisione di origine preistorica raffigurante tre figure umane (una delle quali sdraiata, probabilmente morta come oggetto sacrificale) in adorazione di quello che potrebbe essere il Sole o la Luna nelle sue tre fasi.

Altre pitture rupestri, anche insolite come ad esempio giraffe di ventimila anni fa, altre dal significato sessuale, sono sparse in diversi lastroni lungo il colle.

Il fatto più sconcertante è avvenuto invece nel recente 1973: dalla notte al giorno è stata ritrovata una lapide in metallo lucido, fissata con dei bulloni su di una stele triangolare in pietra, con su inciso un criptico messaggio:

QUI’ E L’UNA ANTENNA

DEI 7 PUNTI

ELETTRODINAMICI

CHE DAL PROPRIO

NUCLEO

INCANDESCENTE VIVO

LA TERRA TUTTA

RESPIRA EMETTE

VITA.

QUI’ OPERANO

LE ASTRALI ENTITA’

CHE FURONO

HATSHEPSUT

ECHNATON

GESÙ IL CRISTO

MAOMETTO

CONFUCIO

ABRAMO 

IL BUDDHA

GANDHI

MARTIN LUTHER KING

FRANCESCO D’ASSISI

E

ANCHE TU

SE VUOI

ALLA FRATELLANZA COSTRUTTIVA

TRA TUTTI I POPOLI.

PENSACI

INTENSAMENTE

3 MINUTI.

PENSIERO È COSTRUZIONE

Cinque anni dopo, la lapide venne misteriosamente rimossa, per poi venir rimpiazzata nel 1984 da una copia.

C’è chi afferma che gli spiriti delle persone citate nella lapide si trovino sul monte a “lavorare” per il bene della terra.

Si tratta infatti di profeti, messia, persone che hanno stravolto la storia.

L’unica nota stonata riguarda Hatshepsut, un faraone di poca importanza storica se non per il fatto di essere uno dei pochi faraoni di sesso femminile.

Dal  punto di vista energetico il monte Musinè è considerato una sorta di amplificatore: i sensitivi affermano che in alcuni punti è possibile evocare spiriti con sorprendente facilità.

Una prova a favore del campo elettromagnetico che circonda il monte, è dovuta all’esistenza di un “cono d’ombra” che per l’appunto oscura qualsiasi trasmissione radio.

Tantissime altre leggende circondano l’asinello, alcune veritiere altre meno. C’è chi afferma anche si tratti di una base UFO, sta di fatto che si tratta di un interessantissimo sito energetico
falso menhirche non lascia indifferenti nemmeno le bacchette dei rabdomanti e i pendoli. 

Attenzione: nel comune di Casellette, in località Musinè, vi è un menhir raffigurante alcune figure umane in adorazione del monte stesso, sopra di esso il Sole e una figura simile ad un Ufo.

Si tratta in realtà di un falso degli anni 70.

Lisert